LA VOLONTA MAGICA
Due parti fondamentali
compongono la Volontà del mago, queste sono il principio e la fine. Il
primo è ciò che si vuole ottenere, laltro è ottenere ciò che si
vuole.
E essenziale passare attraverso queste due fasi
eliminando gli ostacoli intermedi che sembra possa separarle, questo per
una legge basilare: finche, per principio si vuole ottenere qualcosa significa,
per principio, non avere ciò perché lo si vuole. Ossia, se io desidero
una qualsiasi cosa vuol dire che io non ho quella cosa, desiderare in
eterno significa non avere in eterno.
La volontà del mago deve essere un impulso che nasce e
muore nello stesso istante. Il mago è un artista.
Egli o ella, dipinge immediatamente ciò che sale dai suoi
impulsi.
Dal primo impulso della volontà magica luniverso
si muove e segue per inerzia il volere del mago, questo succede perché
il mago nelle sue vesti perde i suoi limiti e diviene cosa unica con luniverso
intero. Come già detto lassoluto ostacolo che il mago deve affrontare
è la propria mente, il che non è facile.
Per la mente infatti, non è facile accettare lunità
del mago con luniverso, troppo è stata abituata a considerare la
persona come un misero limitato mortale differente e isolato da tutto
luniverso.
La volontà prima che il mago novizio dovrà esprimere sarà
quella di abbattere la stupida ma poderosa barriera che egli stesso ha
creato, e che lo limita, luccide. Prima di inoltrarsi in pratiche
rituali ci si deve considerare menti pensanti in tutto ciò che ci circonda,
imparare a considerare luniverso come lo specchio della volontà
prima e vera.
Un non vedente non può seguire il sentiero poiché non
vedendolo non è parte di lui, dovrà perciò toccarlo col bastone, sentirlo
dentro di se per poter proseguire.
Chi invece può vedere diviene cosa unica con il sentiero,
potrà quindi seguirne le curve ed evitarne gli ostacoli sicuro di non
cadere.
La più grande virtù del mago è quella di essere energicamente
ovunque e di muovere il proprio corpo e la materia attraverso il tempo
e lo spazio. Se, per ottenere una qualsiasi realizzazione di un desiderio,
il mago dovesse pregare un dio superiore a lui, se il destino del mago
dovesse passare per forza attraverso il giudizio e la critica di questo
dio e se questo dio avesse il potere assoluto sulla vita del mago, tanto
da poterne mutare il destino e sottometterlo ai suoi voleri, il mago si
tramuterebbe in un burattino guidato dalla volontà di ciò che egli stesso
ha creato.
Non dimentichiamo che un dio diviene potente nella proporzione
in cui il mago lo ritiene potente.
Si può dedurre che la persona abbia un quoziente 100 di
energia magica che, dallo stato materiale, si espande fino
ad abbracciare quello energetico.
Il mago che, per una sua fede, crede a una qualsiasi forza
divina esterna a se stesso, non fa altro che proiettare una grande percentuale
della sua energia magica verso un concetto di divinità che
diviene superiore al mago stesso, nella proporzione in cui viene caricata.
La divinità assumerà così una forza fisica ben definita per essere riconosciuta
e identificata dal mago. In questo sigillo divino il mago deporrà il suo
valore magico così come un uomo daffari depone i suoi soldi in banca.
Questo dio-serbatoio servirà a proiettare sul mago i benevoli influssi
della sua stessa forza.
Tutto ciò nasce sempre da una scarsa considerazione di
se stessi. Il mondo esterno, la società coi suoi molteplici problemi,
spingono la persona verso la necessità di creare unentità divina
esteriore.
Bisogna avere la volontà di essere noi stessi la divinità,
bisogna attraverso la volontà riassorbire la nostra carica di forza
magica che abbiamo dissipato nel caricare fantasmi dellinvisibile.
E il mago il creatore di ogni cosa poiché la materia
è la concretizzazione della sua volontà.
Marco Dimitri
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