IL CERCHIO
 

Tutto ciò che è eterno è legato al cerchio, simbolo importantissimo nell’arte magica.
Il cerchio è l’unione dell’inizio e della fine, dell’alpha e dell’omega, è il simbolo dell’infinito reso perfetto poiché tutti i suoi punti sono equidistanti dal centro.
Il ritmo delle stagioni, i giorni della settimana, il tempo, la notte e il giorno sono un cerchio nel senso che ruotano attorno a noi all’infinito. L’acqua contenuta nella terra evapora, si condensa in nuvole e ritorna alla terra rinnovando la vita, l’alto e il basso (cielo e terra) si nutrono a vicenda perché parti della stessa cosa unica così diceva la famosa tavola di smeraldo di Ermete Trismegisto.
Ciò che parte da un’origine ritorna all’origine. Anche gli arcani maggiori dei tarocchi per cartomanzia rappresentano un cerchio che collega la sua energia all’origine cioè allo zero, il Folle. Ecco il motivo perché nelle carte francesi la “matta” può prendere il posto di qualsiasi carta, perché tutte le carte sono i suoi sogni, sue creazioni, tutto è lei ed il cerchio si chiude.
Nella magia rituale il cerchio viene tracciato sulla pavimentazione della stanza che abbiamo scelto come campo operativo.
Per tracciare il cerchio che ha la funzione di creare una barriera protettiva fra il mago e l’energia evocata, si usa in genere del carbone o del gesso. Il mago traccia il cerchio attorno a se o, se intende entrarvi in un secondo tempo, non congiungerà i due estremi lasciando una specie di porta che ne consentirà l’accesso solo in seguito i due estremi della circonferenza verranno chiusi: questo è molto importante perché entrare in un cerchio chiuso scavalcandolo significa interrompere la sua continuità protettiva. Il diametro del cerchio varia a seconda del nostro campo operativo, dello spazio a nostra disposizione, deve essere abbastanza ampio poiché l’operatore possa anche sdraiarvisi. Riassumendo: eternità, continuità, protezione

 

Marco Dimitri