Pan in greco significa “Tutto” - “Tutte le cose”. Il concetto pagano di Pan è l’universo manifesto in gioioso movimento perenne, il totus mundus, il summa rerum, da cui il dio Pan, divinità universale dalla manifestazione che è nel tutto, essendo la stessa forza che tessa i movimenti di un punto A verso un punto B.
Pan era un dio eterno, in quanto gli antichi, si accorsero ben prima di noi e del nostro presuntuoso scientismo che “Nulla si crea,Nulla si distrugge”, di conseguenza Pan afferma che TUTTO esiste.
Pan, inteso come la somma della manifestazione, è eterno in quanto non ha inizio ne fine, la sua unica realtà è quella dell’istante protratto eternamente, la sua legge è il movimento stesso, esso è una sfera che possiede intrinsecamente la facoltà di girare, ecco il regale PAN-TEISMO

Il concetto di Pan è assolutamente pagano in quanto NEGA il concetto di creazione, tipico invece delle religioni teiste. Il pensiero umano infatti ha elaborato due grandi movimenti per “spiegare” la realtà fenomenica.

La dottrina teista crede nella trascendenza di dio rispetto al mondo (quando si parla di mondo si intende la totale delle manifestazioni fenomeniche). Essa è contrapposta a ideologie come il Panteismo e il Monismo.

Ecco la formula di entrambe.
· Dottrina di trascendenza (teista): A+B
· Pan-teismo : A=c+m-c

La prima contempla una sfera rotante, che è resa rotante, quindi dotata di movimento, da un ente esterno, che si postula abbia gia in se l’archetipo del movimento. Soggetto e oggetto NON coincidono, il primo sussiste, il secondo è fatto sussistere.

La seconda contempla già direttamente una sfera rotante per sua stessa natura, non mossa, ma sempre movente intrinsecamente, in poche parole essa elimina il soggetto datore di movimento trasferendolo tout court nell’oggetto mosso.Dunque qui soggetto e oggetto coincidono.

Si vedrà come nella loro essenza profonda queste due teorie, che sempre si sono dichiarate guerra all’interno del pensiero filosofico, abbiano un quid in comune ovvero: esiste un quid assoluto, al quale vengono comunque attribuite le caratteristiche di eterno e necessario.
Nel primo caso il quid eterno è dio, ovvero il soggetto che muove, che vive in se stesso, che sussiste nella propria natura,per se e in se, quindi assoluto,non relativo. Tutte queste caratteristiche le ha elaborate la Patristica in anni e anni di teologia Nel secondo caso, il soggetto, coincidendo con l’oggetto, è la stessa sfera mossa, anche qui bisogna attribuirgli valori di eternità, in quanto “nulla si distrugge”, l’energia rimane sempre di eguale quantità pur mutando forma di continuo. Nella prima si parla di Creazione (dunque esistenza ex nihil, come diceva san Tommaso), nella seconda di emanazione (dunque espressione di
se stesso nella forma mutevole e cangiante). Nella prima un IO crea qualcosa, nella seconda, tutto esiste e si esprime, in un modo o nell’altro…
La prima è di dio (tradizione patriarcale, cristianesimo, buddismo, islamismo etc..), la seconda di Dioniso, un’altra forma, a vista del sottoscritto, del dio Pan.

Ricapitolando:
Pan racchiude in se uno dei sommi segreti dell’iniziazione , ovvero: ”Il divenire è l’essere”.
Sarebbe interessante descrivere l’ideogramma del diavolo di Levi e le sue connessioni con quanto detto sopra, ma questo meriterebbe un volume a se, e forse non è il caso di scrivere di certe cose.. come dice san Paolo:”Ci sono cose di cui non è lecito parlare” e IHSHVH: ”non gettate le perle ai porci”…
Inoltre, abbiamo visto come Pan sia il dio che godendo del suo movimento ESISTE é dunque, a livello macrocosmico, il 666, ovvero ”colui che afferma se stesso”.
In Pan non vi è perché, il suo perché è la stessa gioia di manifestarsi, se si chiedesse perché subito si fermerebbe e la gioia avrebbe fine, è scritto infatti in un testo ritenuto sacro da chi segue una certa filosofia Crowlyana : ”Cosa c’è di piu gioioso di questo volar senza scopo’”.
E cosi ogni uomo che afferma la sua intrinseca volontà, urlando il suo 666, ripete dentro di se quel verbo che e quell’atto eterno che gli ha dato la sua esistenza individuale, che gli ha permesso di essere un dio; ne viene dunque che l’atto di affermazione di se stessi nella propria natura (volontà) è il supremo atto di “adorazione”.

Marco Maria manuele